a magnifica
chiesa, dedicata alla Santa fedele discepola di San Francesco
e fondatrice delle Clarisse, è, come la basilica di San
Francesco, un autentico santuario di fede e di arte. Fu eretta
in pure forme gotiche dal 1257 al 1265, su disegno di frate Filippo
di Campello. Mostra una semplice facciata, che affida il proprio
effetto all'uso della pietra locale, disposta in delicate fasce
rosa; notevole il roseo portale (ai lati del quale sono due leoni)
e l'austero rosone di 96 colonnine. Sul fianco sinistro poggiano
tre archi rampanti, aggiunti alla fine del sec. XIV.
L'edificio fu edificato sull'area di una chiesa antica dedicata
a San Giorgio che, all'epoca, si trovava fuori le mura. E' in
San Giorgio che San Francesco, fanciullo, aveva imparato a leggere
e a scrivere; è in San Giorgio che le sue spoglie riposarono
dal 1226 al 1230; è in San Giorgio che Gregorio IX lo canonizzò
nel 1228. Sempre in San Giorgio fu seppellito il corpo di Santa
Chiara, che vi restò sino a quando non fu ultimata l'odierna
basilica. Della primitiva chiesa resta, probabilmente, solo una
parte del muro sud delle cappelle laterali.
L'interno della basilica di Santa Chiara vede un'unica e vasta
navata, ricca di preziose opere d'arte e scandita da quattro campate
(corrispondenti ai tre archi esterni), terminante in un'abside
poligonale con tre monofore.
Nel presbiterio, l'altare maggiore è racchiuso da un colonnato
quattrocentesco, con cancellata in ferro battuto del '700. Nell'abside
è un Crocifisso su tavola sagomata del sec. XIII, attribuito
al Maestro di Santa Chiara: si osservi San Francesco inginocchiato
ai piedi del Cristo, con due clarisse.
Nel braccio sinistro della crociera, dietro l'altare, è
una Vergine in trono del "tempo" di Cimabue, e un frammento
di affresco del sec. XIV rappresentante la Natività.
Nel braccio destro della crociera si può ammirare una splendida
pala duecentesca, di autore ignoto (appartenente, secondo alcuni,
alla scuola di Cimabue), raffigurante Santa Chiara con otto scene
della sua vita, e molti frammenti di affreschi tardo-duecenteschi
e della prima metà del '300, ispirati alla Vita della Santa
e a Scene del Vecchio e Nuovo Testamento.
Sulla volta, nelle vele della crociera, sono quattro magnifici
affreschi, attribuiti al Giottino, rappresentanti: Il trionfo
della Vergine, con le figure della Madonna e di Santa Chiara al
centro, e di altre Sante Vergini fra le più note del cristianesimo
primitivo.
Molte altre tracce di dipinti, rinvenuti sotto l'intonaco della
navata, stanno a dimostrare che la chiesa era un tempo interamente
affrescata.
Ai fianchi dell'edificio è l'accesso al sotterraneo, dal
cui fondo, attraverso una doppia grata di ferro, si vede il Corpo
di Santa Chiara, conservato entro un'antichissima urna di cristallo;
risalendo una scala a chiocciola, può ammirarsi il loculo,
ove le spoglie mortali della Santa riposarono dal 1254 al 1850.
Nel lato destro della navata della chiesa si apre la Cappella
del Crocifisso (qui sono visibili i resti della primitiva chiesa
di San Giorgio), dove è collocato, sopra l'altare, il Crocifisso
su tavola sagomata, che, secondo la tradizione, avrebbe parlato
a San Francesco in San Damiano. Dietro la grata, le religiose
mostrano alcune reliquie francescane, tra le quali: il teschio
di Sant'Agnese; il camice di San Francesco ricamato da Santa Chiara;
altri indumenti indossati dai due Santi; il breviario con il quale
Francesco e i suoi compagni celebravano l'Ufficio; la grata di
ferro che chiudeva la finestrella del coro di San Damiano, e dalla
quale le clarisse baciarono le stimmate del loro Maestro, quando.
la mattina del 4 ottobre 1226, il corpo del Santo venne trasportato
dalla Porziuncola alla chiesa di San Giorgio; molte altre reliquie,
tra le quali: le bionde trecce che Santa Chiara ebbe recise alla
Porziuncola, il cilicio, il velo e la tonaca della Santa.
Utile ricordare che in questa cappella, il 16 luglio 1228, avvenne
la canonizzazione di San Francesco.
Più avanti, attraverso una porta binata, si accede alla
Cappella del SS.mo Sacramento, ornata da affreschi di artisti
umbri legati alla scuola giottesca (secc. XII e XIII), tra i quali
particolare interesse riserva una Madonna col Bambino in trono
e Santi.
Nel lato sinistro della navata della chiesa, di fronte alla Cappella
del SS.mo Sacramento, è la Cappella di Sant'Agnese. Vi
si conservano vari corpi di beate compagne di Santa Chiara, tra
i quali quelli della stessa Sant'Agnese; della beata Amata, sorella
consobrina e della beata Benedetta, prima abbadessa dopo Santa
Chiara. Pregevole è l'affresco del sec. XIV, del cosiddetto
Maestro Espressionista, raffigurante Sant'Agnese, la sorella minore
di Chiara.
Nel chiostro del monastero - chiuso nei limiti imposti dalla clausura
e inaccessibile agli estranei - si venera la cappella, nella quale
fu conservato il corpo di San Francesco, dal 4 ottobre 1226 al
25 maggio 1230, nonché quello di Santa Chiara, dalla morte
al 3 ottobre 1260.
Utile ricordare che sulla piazza antistante la basilica (già
piazza San Giorgio) avvenne la distribuzione dei beni di frate
Bernardo da Quintavalle.
Rapporti tra la Chiesa di San Giorgio e San Francesco d'Assisi:
Scuola di Francesco, luogo delle sue prime prediche e luogo
della sua prima sepoltura: I Cel. n. 23; Leg. maior, cap.
3, n. 2; Leggenda dei tre compagni, nn. 25 e 26; Leg. maior,
cap. 12, n. 7; Leggenda perugina, n. 67; I Cel. n. 118; Leg.
maior, cap. 15, n. 5; I Cel. n. 133; Cel., Trattato dei miracoli,
n. 166.
Vi è sepolta la salma di Santa Chiara: Leggenda di
Santa Chiara, n. 48.
di Paolo Rossi
paolorossi62@libero.it
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